Francamente, me ne infischio!

Grissini

Ho trovato questa ricetta semplice per dei grissini buonissimi.

Mai fatto grissini in casa, pensavo non fossero alla mia portata, come la pasta sfoglia o la sacher torte. E invece sono facilissimi e gli uomini di casa ne vanno pazzi.

Sciolgo 15g di lievito di birra in pochi cucchiai di acqua tiepida, dove aggiungo un cucchiaino di miele.

In un altro contenitore sciolgo 10g di sale in 260g di acqua tiepida ed aggiungo 50g di olio di oliva.

Sul tavolo faccio una "fontana" con 550g di farina bianca 00 ed aggiungo i due liquidi. Impasto bene finchè tutto si è amalgamato e l'impasto risulta sodo e morbido. Poi lo stendo in rettangolo lungo, lo spennello di olio e lo metto a lievitare per almeno un'oretta.

Trascorso il tempo necessario, senza impastare, taglio dal lato corto del rettangolo delle strisce di pasta larghe un paio di cm. Le taglio a metà e le tiro, semplicemente, fino a raggiungere la larghezza della teglia.

Img_1250

Se si vogliono più grossi si può evitare di tagliare la striscia a metà. Io li preferisco più sottili, così cuocendo si seccano e durano più a lungo.

Una volta in teglia potete aggiungere papavero, sesamo, origano, noci o olive tritate, quel che vi pare.

Img_1248

Vanno in forno a 200° e si cuociono in 12-15 minuti: anche qui, dipende un po' dai gusti, quindi è meglio tenerli d'occhio.

Img_1247

Questa è la mia produzione di oggi (lisci, papavero e noci) prima di sfornare l'ultima teglia, giusto per dare un'idea di quanti ne escono con queste dosi.

Img_1251
Un possibile utilizzo.

 

Filed under  //   Ricette  

Un primo colorato

Photo1
Ecco un piatto di pasta allegro che in casa hanno apprezzato parecchio.

Ho preso un peperone, l'ho tagliato a pezzetti e l'ho fatto rosolare in un po' di olio in cui avevo lasciato uno spicchio d'aglio poi eliminato.

Ho pulito una manciata di fagiolini e li ho tagliati a pezzetti: questa è stata la parte più lunga e noiosa... ma secondo me si può risolvere egregiamente con quelli surgelati.

Ho messo a bollire l'acqua nella pentola che uso di solito per la pasta. Quando ha iniziato a bollire ho aggiunto il sale e i fagiolini. Quando sono stati pronti (ma ancora al dente, quindi dopo circa una quindicina di minuti) ho aggiunto 500 gr di orecchiette fresche. Dopo cinque minuti ho scolato tutto e buttato nella padella dove i peperoni aspettavano pazienti. Un filo di olio per amalgamare tutto e poi ho distribuito nei piatti con qualche scaglia di grana (qui il pecorino non è molto amato...).

Il giorno dopo, appena tiepida, è ancora da leccarsi i baffi.

Filed under  //   Ricette  
Posted July 16, 2011

Pane fatto in casa da pigri.

Spesso, quando non devo andare al lavoro, faccio il pane in casa, usando questa ricetta che ho trovato tempo fa e che non ho più lasciato.

Perchè è facile.

Perchè impegna pochissimo.

Perchè il risultato ti fa fare un figurone che neanche se avessi impastato per tre giorni di fila...

Quando mi alzo, mentre aspetto il caffè, prendo una ciotola piuttosto capiente, la metto sulla bilancia, peso 370 g di acqua, le faccio fare un giro di 30 secondi in microonde e poi le sciolgo dentro mezzo cubetto di lievito di birra  (12-15 g.). Rimetto tutto sulla bilancia, azzero la tara e butto nella ciotola mezzo chilo di farina bianca (quella che trovo in casa: tipo 00, manitoba, metà e metà.... come capita capita). Sì, è da scandalo buttare la  farina così tutta insieme, ma venite a dirmelo il sabato mattina...

Mescolo velocemente con una forchetta, aggiungo un po' di sale fine (eh... io vado un po' a occhio, saranno una quindicina di grammi), continuo a  girare finche viene un composto abbastanza omogeneo.

Fine.

Davvero.

Anche perchè a questo punto il caffè è pronto. Il tempo di spargere un po' di farina sopra il composto, di coprire la ciotola con un po' di pellicola trasparente e di mettere il tutto in un posto tiepido e tranquillo.

Non dovrete fare altro, fa tutto lui. Adoro questa parte...

Dopo un paio d'ore verso il composto in una teglia da forno: ecco, a questa fase sto attenta (d'altra parte sono in piedi da due ore... sempre che nel frattempo non sia tornata a letto), cerco di versarlo con molta delicatezza, facendolo praticamente scivolare lentamente ed aiutandomi con un leccapentola (è il mio attrezzo preferito, in cucina...).

Lascio lievitare ancora per un po': mezz'ora, un'ora, due, quindici... il tempo che c'è.

Poi metto la teglia in forno e lo accendo: 200 gradi per 40 minuti.

Et voilà.

(download)

Non ci crederanno che l'avete fatto voi pur avendo dormito tutta mattina!

(La ricetta base l'ho trovata sul forum di cookaround dove potete trovare anche tutte le varianti oltre a migliaia di altre ricette)

Filed under  //   Ricette  

La fine del cavolfiore e della creme fraiche

Foto

Qualche giorno fa ho chiesto consiglio ai miei contatti su Twitter per come utilizzare della "creme fraiche" che avevo acquistato ma che non sapevo come usare.

Tra le varie segnalazioni sono stata incuriosita da quella di Paolo (twitter.com/slocum67) che mi ha proposto una ricetta dal sito http://www.ilpastonudo.it/

Semplice ma curiosa: una zuppa di cavolfiore con gorgonzola e pere. In casa mia il ragazzo detesta le verdure mentre l'uomo non ama nè il gorgonzola nè le zuppe. E così, credo per la prima volta in vita mia, mi sono preparata un piatto un filo elaborato solo ed esclusivamente per me.

Ho fatto soffriggere a fuoco basso una cipolla tagliata sottile con un po' di burro ed ho poi aggiunto le cimette di un piccolo cavolfiore. Ho salato, pepato, aggiunto 500 g di acqua, una foglia di alloro (serviva anche il timo ma non l'avevo in casa) e fatto cuocere a fuoco basso per una ventina di minuti. Al termine ho tolto l'alloro, ho aggiunto 100 g della famigerata "creme fraiche" e ho passato tutto con il minipimer.
Fino qui sembrava una banalissima vellutata di cavolfiore.
Metterla in un piatto, aggiungere al centro qualche pezzetto di gorgonzola, qualche pezzetto di pera, un giro d'olio crudo, una spolverata di pepe bianco ed una fetta di focaccia tostata l'ha resa divina.
Ne ho spazzolati due piatti e me ne è rimasta ancora un po' per domani.
Gli uomini di casa mi guardavano perplessi addentando tranci di pizza.
Bah.

Filed under  //   Ricette  

Brioches

Foto

Finalmente sono riuscita  a farle. Dopo una serie di tentativi fallimentari ho trovato la mia ricetta preferita: semplice e praticamente senza possibilità di errore.
Il risultato sono delle brioches morbidose e panose: non sono quelle sfogliate (anche per quelle conto una numero spropositato di tentativi falliti ma lì non ho ancora trovato la soluzione.... e comunque la sfogliatura non potrà mai diventare un'operazione semplice).

La cosa bella di questa ricetta è che impegna pochissimo. Ma bisogna pensarci il giorno prima.
La sera di venerdì, verso le 19.00, magari mentre aspettate che si scaldi l'acqua della pasta, tirate fuori la macchina del pane (ah, sì, viene tutto enormemente semplificato dall'utilizzo della mdp!!). Ci buttate dentro, nell'ordine, 180g. di latte tiepido in cui scioglierete mezzo cubetto di lievito di birra, 120 g. di burro morbido o sciolto, una fialetta di aroma alla vaniglia, 100g. di zucchero, 500 g di farina (io in genere ne metto metà di tipo 00 e metà manitoba), 2 uova e mezzo cucchiaino di sale. Avviate poi il programma normale del pane. Naturalmente non dovete arrivare alla cottura, io mi metto un timer e dopo due ore la spengo e lascio l'impasto lievitare ancora un po' nella macchina.
Verso le 22.30/23 rovescio l'impasto sul tavolo, lo divido a metà e lo stendo in due forme circolari, da cui ricavo 8 spicchi da ciascuna. Li arrotolo poi per formare i cornetti. Di solito ne faccio metà aggiungendo un cucchiaino di marmellata alla base dello spicchio prima di arrotolare e metà le lascio vuote, perchè qui preferiscono imbottirsele di nutella al momento...
Le metto ben distanziate in una teglia le chiudo in forno (spento!) e vado a letto.
La mattina dopo accendo il fondo a 200°, le rispennello con latte e le cospargo di zucchero semolato, poi le cuocio per una quindicina di minuti.
Facile no?
Sono più buone dopo un paio d'ore e, come tutti i prodotti che impiegano il lievito di birra, il giorno dopo perdono un po' del loro appeal.
Ma qui ormai le pretendono ogni fine settimana :-)

 

Filed under  //   Ricette  

Torta ricottosa

Nel robot da cucina ho messo 250 g di farina e 125g di burro freddo a pezzetti e l'ho azionato alla massima velocità. Ho aggiunto poi 60 g di zucchero (così però la base è venuta poco dolce), qualche goccia di aroma alla vaniglia, un pizzico di sale e 50 cl di latte. Ho mescolato bene, ho tolto l'impasto dal robot, l'ho avvolto nella pellicola e l'ho messo in frigorifero a riposare.
Credo basti un'oretta, io temo di avercelo lasciato un po' di più. Dopodichè l'ho steso e l'ho messo in uno stampo a cerniera.
Ho quindi preparato il ripieno lavorando 3 tuorli, 120 g di zucchero, aggiungendo  500 g di ricotta fresca (il fromage blanc non l'avevo trovato...), 40 g di fecola di mais, ancora un po' di aroma alla vaniglia e tre albumi montati a neve. La ricetta non lo prevedeva ma avevo in casa due quadrotti di cioccolato fondente che erano molto attratti dalla crema alla ricotta: li ho tagliuzzati ed aggiunti all'impasto. Ho versato poi il tutto sopra la base che avevo preparato nella tortiera e messo in forno a 200° per una quarantina di minuti.

In casa mia è durata meno di 24 ore.

(download)

Filed under  //   Ricette  

Ai fornelli 1 - Spiedini di pollo glassati

Foto

Dopo aver litigato per un bel po' con un petto di pollo (non ho ancora imparato la tecnica per estrarre gli ossicini senza maciullare tutta la carne) l'ho tagliato a pezzetti e li ho messi a marinare in un po' di latte.
Nel frattempo ho lessato le patate per il purè: pelate, tagliate a pezzetti e nella pentola a pressione, per fare prima.
La ricetta prevedeva di formare gli spiedini con solo pezzetti di petto di pollo. Ma per me gli spiedini non sono spiedini se non c'è almeno qualche pezzo di salsiccia. E così li ho preparati alternando le due carni.
Li ho rosolati con un po' d'olio in una pentola antiaderente e poi li ho passati in forno. Mentre terminavano la cottura ho schiacciato le patate e preparato il purè aggiungendo un po' di latte, sale e burro.
Per gli uomini di casa il pranzo era pronto così.
I miei spiedini invece li ho glassati: ho sfumato il fondo della pentola antiaderente con un po' di vino, ho aggiunto il succo di mezzo limone e un cucchiaio di miele di castagno. Ho quindi ripassato gli spiedini in questa padella girandoli per glassarli dappertutto.
Un sapore agrodolce insolito ma gradevole.

Filed under  //   Ricette