Francamente, me ne infischio!

Incipit

Mr Gwyn, il nuovo libro di Baricco, inizia così.

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Finzioni

Sto leggendo Le ore (M. Cunningham) mentre vado e torno dal lavoro, mentre a casa, sotto le coperte, mi faccio tenere compagnia da Sette tipi di ambiguità (E.Perlman).

Nelle pagine che ho letto ieri sera a casa ed in quelle di stamattina in metropolitana c'è una scena molto simile: un uomo che scoppia a piangere. In entrambi i casi è un evento piuttosto inaspettato: l'uomo è stato, fino a quel momento, un personaggio dal carattere forte, risoluto, di successo, ammirato e anche un po' invidiato. L'obiettivo doveva essere quello di sorprendere il lettore.

Ieri sera ho provato fastidio. Ho chiuso il libro e ho spento la luce. E' stato abbastanza facile dirmi che ero stanca, che avrei dovuto svegliarmi presto l'indomani.

Ma questa mattina altre lacrime d'uomo adulto sono uscite da altre pagine, da un'altra storia.

Non ero ancora arrivata alla mia fermata e c'è stato tutto il tempo per ricordare quando è stato che ho smesso di stupirmi delle lacrime di un uomo.

Ma soprattutto quando è stato che ho smesso di crederci.

Sempre troppo tardi.

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Letture premasticate.

A mio figlio non piace leggere.

Credo sia un fastidio condiviso da molti adolescenti. Solo che io non mi do pace.

So bene che non va forzato, che si diventa persone per bene anche senza la passione per la lettura, che se si insiste si ottiene l'effetto contrario, eccetera.

Lo so.

Però è più forte di me, ogni occasione è buona (nella intenzioni, perchè nei risultati è sempre fallimentare) per proporre un libro.

L'insegnante di italiano che ha quest'anno sembra agguerritissima su questo punto: ha dichiarato fin dal primo giorno che dovranno leggere un libro al mese. Potevo lasciarmi scappare un'alleata così?

Il primo libro è stato Il più grande uomo scimmia del Pleistocene (Roy Lewis). I primi capitoli li ho letti sulla versione cartacea, lasciando un sacco di commenti a margine: il libro è divertentissimo e quindi segnavo un sacco di "ahahaha!!!"; è inoltre pieno di velati riferimenti al mondo di oggi, nonostante sia ambientato nella preistoria e quindi scrivevo qua e là: "Cosa ti ricorda questa riflessione?" ecc.... Insomma, sapendo che per lui sarebbe stato faticoso, ho battuto un po' il terreno e tolto qualche fronda, cercando di rendere un filo più accattivante l'idea di leggere qualche pagina in più (se voleva smettere di leggere ma vedeva che due pagine dopo c'era un "AHAHAHAHA!" continuava a leggere anche se poi, arrivato a quel punto, non riusciva a capire perchè mi divertissi tanto...).

Questo è durato fino a circa la metà del libro. Poi, per motivi organizzativi, mi sono scaricata la versione digitale sull'ebook reader in modo da poter continuare la lettura lasciandogli a disposizione il libro cartaceo.

Il libro l'ha terminato ieri e in questi giorni preparerà la recensione, dopodichè mi sentirò libera di pubblicare anche la mia.

Ora c'è da iniziare il nuovo libro: Lo scudo di Talos (Valerio Massimo Manfredi). Ieri gli stavo dicendo che si tratta di un libro molto diverso, un po' più storico, meno divertente ma sicuramente più avventuroso. Io mi sono già procurata la versione digitale.

Ma.

Il ragazzo mi ha chiesto di leggere il cartaceo e di pasticciarlo con i miei commenti. Dice che così gli pesa meno leggere.

Fermo restando che scrivere commenti abbastanza idioti a margine di un libro  è una delle mie attività preferite, ora ho qualche dubbio: gli sto dando uno scalino intermedio affinchè sia meno spaventoso affrontare un libro da solo o lo sto viziando?

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Lettera

Qualche giorno fa ho ricevuto una lettera da un amico. Una lettera vera, di quelle di carta, con francobollo e tutto.

E' una lettera che mi è piaciuta molto: si parla di libri ma soprattutto si parla di storie. Parla un po' anche di librinprestito elevandolo a "forma narrativa": ma io lo conosco e so che, da buon toscano, gli piace esagerare...

Ho pensato che fosse un peccato che potessi leggerla solo io.

E allora, con il suo permesso, la leggo anche a voi.

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Eutropia

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Brano tratto da "Le città invisibili" (Italo Calvino)

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Le bondosas (José Saramago)

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"Non c'è allora altro rimedio che quello del serpente: abbandonare la pelle nella quale non entriamo più, lasciarla a terra, tra i cespugli, e passare all'età successiva.

La vita è breve, ma in essa entra più di quel che siamo in grado di vivere"

(Il racconto è tratto da "Di questo mondo e degli altri", ed. Einaudi. Durata audio: 5'06")

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Posted July 16, 2011

Ti racconto un libro

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La vita davanti a sé (Romain Gary) - Neri Pozza

I precedenti:

Alboràn (Emiliano Poddi)
Amore mio infinito (Aldo Nove)
Il Vangelo secondo Gesù Cristo (José Saramago)
La macchia umana (Philip Roth)
Lessico famigliare (Natalia Ginzburg) con una introduzione su Librinprestito
Neve (Maxence Fermine)
Zio Petros e la congettura di Goldbach (Apostolos Doxiadis)

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Posted June 21, 2011