Francamente, me ne infischio!

Cose che non butto più via: gli albumi

Credo di averne buttati giù per il lavandino a decine. Anche perchè vado matta per la pasta frolla e, se fai la pasta frolla, gli albumi ti avanzano sempre.

So benissimo che ci sono un sacco di ricette per utilizzare gli albumi. Ma sono tutte troppo complicate per i miei gusti. O troppo lunghe. E dopo aver preparato una crostata l'ultimo dei miei pensieri è inzaccherare me e la cucina di albumi e zucchero per fare le meringhe...

Ma ora ho la soluzione. E da quando l'ho trovato non ho più buttato via un solo albume: ormai è più di un anno quindi posso affermare che il sistema funziona.

La soluzione si chiama: cocco disidratato. Si trova facilmente al supermercato, è in buste, già pronto e si conserva a lungo.

Ogni volta che mi avanza un albume lo metto in una ciotola, aggiungo 70 g di cocco e 60 g di zucchero, mescolo velocemente con una mano (sì, si sporca solo la ciotola) e, con la setssa mano già impastricciata, faccio dei mucchietti di questo composto umido sulla placca del forno ricoperta dalla santa carta forno. Tempo totale dell'operazione: 5 minuti. In forno ci staranno altri 10 minuti a 180°, quando toglierete la crostata che nel frattempo sta cuocendo.

Il risultato è più o meno questo:

Dolcetti

Qua li apprezzano molto. Quasi più della crostata.

Miscugli.

Ci sono miscugli stabli. Contengono di tutto, al loro interno: legami, contrasti, il freddo e il caldo, il bello e il brutto. Ma sono stabili.

Stanno lì, immobili. Tu li guardi e non succede niente.

E allora tu pensi: "Bene!". Perchè è una buona cosa che tutto quel miscuglio se ne stia tranquillo.

Il problema è che lui, il miscuglio, proprio perchè miscuglio, non è affatto tranquillo.

Sta aspettando che tu inizi a fidarti della sua immobilità.

Poi prenderà a prestito un minuscolo, innocuo atomo da una molecola di passaggio.

Ed esploderà.

 

Fisso

Io, il posto fisso, ce l'ho.

Sono tra i fortunati ma l'argomento mi interessa molto perchè ho un figlio che dovrà, tra qualche anno, cercarsi un posto di lavoro.

Ascolto quindi chi ha già una solida posizione accusare i giovani di non essere abbastanza determinati e di essere invece troppo viziati.

Ascolto anche chi, più o meno giovane, non riesce ad uscire da quel meccanismo che da un lato ti chiede flessibilità ma che poi ti dà rigidità; che ti chiede di staccarti dalla famiglia ma non ti consente di ottenere i mezzi per farlo.

Faccio lo stesso lavoro da circa dieci anni e, probabilmente, sarà questo il lavoro che mi accompagnerà fino alla pensione. Il posto fisso è una sicurezza, indubbiamente, per me e per la mia famiglia: si possono fare scelte anche a lungo termine senza grosse ansie.

Ma non è solo questo il punto.

Il mio è un lavoro tutto sommato semplice se paragonato a tanti altri. Eppure ricordo molto bene che prima che io riuscissi a capire esattamente dove mi trovavo, a cosa serviva il mio lavoro e quali conseguenze aveva, ho impiegato un paio di anni. Un paio d'anni per avere il pieno controllo del mio lavoro. Ora, dopo dieci anni, credo di essere brava. Lo dico meglio: ora credo di essere professionale. Professionale non nel senso della serietà e dell'impegno, quelli li ho sempre messi, ce li mettiamo tutti. Professionale nel senso che conosco talmente bene il mio lavoro,  che ho accumulato esperienza e memoria storica al punto che sono in grado di prevedere storture o di intervenire efficacemente nel momento in cui qualcosa non va come dovrebbe. Con la mia preparazione teorica ed il mio impegno non avrei potuto farlo dieci anni fa. E probabilmente neanche cinque anni fa.

Quindi da un lato sono preoccupata perchè mio figlio faticherà a trovare un lavoro che lo appaghi, lo ripaghi e che gli permetta di comprasi una casa per conto suo, di farsi una famiglia e tutto il resto.

Dall'altro, se questo è lo scenario verso cui ci stiamo dirigendo, mi preoccupa forse di più il fatto che la professionalità conterà sempre meno. Persone davvero brave nel proprio lavoro saranno sempre di meno, e non per mancanza di buona volontà, ma perchè verrà negata loro la possibilità di diventarlo.

La maggiore gratificazione che ho oggi, nel mio lavoro, è proprio la sensazione di saper fare bene quello per cui mi pagano. La capacità di risolvere, grazie anche alla mia esperienza, i problemi che sorgono man mano.

Sono molto fortunata, l'ho detto all'inizio. E il mio è un figlio unico. Credo che sarò in grado di aiutarlo economicamente, nonostante il suo lavoro precario, a formarsi una famiglia e a comprarsi una casa. Ma la soddisfazione di sapere svolgere bene un lavoro perchè lo si è svolto a lungo, quella no, quella non potrò mai dargliela e lui probabilmente non potrà averla in nessun altro modo.

Mi sembra quasi più triste di non riuscire ad ottenere un mutuo.

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Pensilina d'autobus

Foto

con studente brontolone e indifferente alla meraviglia che ha intorno.

Repetita

Interno. Giorno.

Una donna sta armeggiando con il telefono nel maldestro tentativo di fare delle foto decenti ad alcuni libri disposti sul tavolo della cucina.

Un adolescente si avvicina.

"Scusa, mamma, ma perchè non usi la macchina fotografica?"

"Non sono capace, con quell'affare e tutte le sue impostazioni!"

"Ma no, mamma, è facile, devi solo impostare la modalità Macro. Guarda, ti faccio vedere"

"No, lascia perdere, me l'hai già mostrato una volta e non ci ho capito niente. Uso il telefono"

"Ok ma', usa pure il telefono. Ma lascia che ti mostri come impostare la macchina fotografica ancora una volta. Repetita iuvant."

"..."

Lui sorride sotto i baffi, lo sa che l'ha detta grossa.

Di fronte ad un Repetita iuvant la donna non può tirarsi indietro ed ascolta di nuovo la spiegazione.

Questa volta non la dimenticherà.

La prima citazione in latino di tuo figlio non la scordi più.

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Senti chi parla

Non amo gli animali. Spesso mi fanno paura. In ogni caso me ne tengo bene alla larga.

In particolare fatico a comprendere quel legame di attaccamento profondo che lega una persona al suo gatto o al suo cane.

A volte, soprattutto d'inverno, mi trovo a riflettere che si debba essere proprio dei folli per prendersi in casa un animale che ti costringe ad uscire, ogni santo giorno, in qualunque condizione climatica. E non voglio neanche parlare di tutta l'operazione di raccolta degli escrementi...

Io ho solo avuto un figlio ed i primi tempi è stato faticoso accudirlo, cambiargli il pannolino, imboccarlo, portarselo in braccio di qua e di là, ma almeno c'era la prospettiva che tutto sarebbe finito presto, che sarebbe cresciuto e sarebbe diventato autonomo. Nel caso di un animale non hai nemmeno questa speranza.

Guardo queste persone che vagano, magari con la nebbia, o con il vento gelido, il ghiaccio per terra, il fango lungo il bordo della strada. E mi chiedo: "Ma chi glielo fa fare? Sono pazzi!"

Poi mi accorgo che le sto incontrando, queste persone, perchè in quelle condizioni atmosferiche estreme anche io non sono davanti ad un camino o sdraiata su un divano. Le incontro perchè, con la nebbia, il ghiaccio, la pioggia, il fango io sono fuori a correre.

E dal fumetto che esce dalle bocche dei proprietari di un cane io leggo esattamente quello che ho appena letto nel mio.

Ora, quando incrocio qualcuno con il cane mentre sono fuori a correre, sorrido. 

E' faticosissimo ammettere che si tratta di un sorriso di complicità.

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Perpetuo

Bene, è arrivato il nuovo calendario da appendere in ufficio.

Foto

Ce la posso fare.

Leggo su un giornale che, secondo l'immancabile studio americano, il cervello inizia a perdere colpi a 45 anni.

E' un argomento che mi interessa: ho svoltato i 40 da poco e tengo alle mie cellule cerebrali più che al mio girovita. Proseguo quindi avidamente lungo l'articolo e trovo finalmente quel che mi preme sapere: sì, si può fare qualcosa per porre rimedio.

I consigli sono sempre i soliti, quelli che valgono anche per la demenza senile, i disturbi della menopausa, i problemi cardiocircolatori, la depressione e le rughe. Insomma, bisogna svolgere regolare attività fisica, mangiare in maniera equilibrata, mantenere il cervello impegnato, porsi sempre degli obiettivi, aprirsi al mondo e alle novità.

Ho tirato un sospiro di sollievo.

Anche questa volta sono tutti obiettivi alla mia portata.

Il giorno che gli scienziati americani si inventeranno che la salute psicofisica dipende in modo sostanziale dalla pulizia regolare e accurata della propria casa io sarò una donna finita.

 

Corrispondenza

da: diego.qualchecosa@hotmail.it

a: franca.berbenni@gmail.com

Caro Babbo Natale,
come stai? Come sta andando con il tuo faticoso lavoro?
Io sto benone, mi sono ambientato molto bene nella mia nuova scuola, soprattutto con i miei nuovi compagni, e ne sono molto felice.
Dato che quest'anno ho cercato di comportarmi nel miglior modo possibile e che non sto andando male a scuola, vorrei chiederti per Natale un gioco per il computer che mi piace moltissimo.
Si tratta di MX Simulator ed il suo sito è mxsimulator.com. Il gioco non deve essere spedito ma si ha tramite un download. Questo gioco mi piace molto perchè è pieno di un'infinita di piste e di moto, tra cui il mio RM125.

Grazie e Buon Natale!

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(lettera vera che lascerò sotto l'albero)

Caro Diego,
grazie mille per la tua bella lettera.
Io sono molto affaticato ma ormai il più è fatto e già sto pregustando i lunghi giorni di riposo che mi aspettano.
D’altra parte è un lavoro che svolgo molto volentieri, nonostante la gran fatica e la frenesia degli ultimi giorni: mi piace essere proprio io quello che, con un piccolo regalo, riesce a complimentarsi con chi, come te, fa del suo meglio per un anno intero!
Ho trovato il gioco che mi hai chiesto: tutte le istruzioni sono in una e-mail che ho lasciato in una speciale cartella che troverai nella tua posta elettronica.
Spero che il gioco sia proprio come te lo aspettavi e che ti possa ripagare della fatica che hai fatto in quest’anno così impegnativo.
Ricordati però che è un gioco e che non devi esagerare. Ricorda anche un’altra cosa: io sono molto contento che tu vada bene a scuola, ma per il prossimo anno vorrei che ti impegnassi anche su un altro obiettivo, quello di tenere pulita e in ordine la tua camera.
So che non mi deluderai neanche questa volta.
Buon Natale !